L'altro giorno era il compleanno del tuo blogger preferito, il buon vecchio Alessandro d'Apreda (alias Doc Manhattan), e qual migliore regalo di compleanno potevi fare a questa persona che, sebbene tu non abbia mai conosciuto, è così presente nelle tue giornate? Comprare il suo fumetto più recente, quel Rim City che avevi addocchiato ma non avevi avuto il coraggio (a malincuore) di finanziare nella sua campagna di crowfunding. Nel giro di una serata te lo leggi: un'ottimo fumetto, una trama avvincente e dei disegni veramente ottimi (ad opera di Daniele Orlandini), ma prima ancora di leggere il fumetto ti colpisce la prefazione: il Doc parla del suo rapporto con la fantascienza, l'amore spudorato per Blade Runner ma compie anche una piccola analisi su quali siano i punti forti di questo genere, come la possibilità di poter scrivere e creare liberamente un universo narrativo, che sia slegato da qualsiasi vincolo storico e , a volte, fisico.
Sfruttando questo piccolo spunto, inizi a pensare alla questione dal tuo punto di vista. In parte condividi il pensiero di d'Apreda: sebbene sia nato nel decennio successivo all'epoca d'oro della fantascienza, sono cresciuto a pane e a Star Wars, il quale è diventato il simbolo della fantascienza molto fanta ma poco scienza. Però poi sei finito in uno scientifico, e guarda caso hai scoperto che la fisica ti affascina, anche se non avevi mai capito veramente il perchè, almeno fino a quando il tuo prof non ti ha parlato delle teorie relativistiche. Così, grazie a qualche lezione assolutamente fuori programma, figlia della passione genuina del tuo professore verso questo ramo della fisica, hai trovato la chiave di volta che ti ha permesso di capire cosa ti affascinasse di quel mondo fatto di astronavi, battaglie spaziali e viaggi nel tempo: la possibilità. Si, perchè finchè sono contenute in un romanzo, finchè le vedi in un film, quei fatti rimangono storie: ma quando senti che ci sono state persone che hanno speso la loro vita formulando teorie che rispecchiano così tanto quella realtà, beh il bambino che è in te prende per mano la tua parte razionale e insieme si avviano sul sentiero della fantascienza.Riporto infine la citazione che chiude l'opera di d'Apreda, la quale potrebbe diventare il manifesto del tuo rapporto con il genere fantascientifico:
"Per noi fisici credenti la distinzione tra passato, presente e futuro è solo un'illusione, per quanto tenace"
(Albert Einstein)






